29/09/2016

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Sinceramente spero che vince Trump. Nessuno dei due mi piace, sia chiaro, ma trovo ridicolo che l'America negli ultimi 25 anni non abbia trovato candidati migliori di una coppia padre-figlio (Bush) e adesso di una coppia marito-moglie (Clinton).
Peraltro su una cosa Trump ha ragione: Clinton ha 30 anni di esperienza di alto governo alle spalle, durante i quali sono successi i casini peggiori. Perché uno dovrebbe votarla?

E poi Trump non piace ai mercati... il che è un bel motivo per essere il mio preferito.
La Clinton è meglio di Trump, certo (non ci vuole molto!), però è solo grazie ad un tipo come Trump che forse diventerà presidente... La Clinton è una candidatura molto al disotto di quella di Obama, anche se quest'ultimo non ha portato quel grande cambiamento che la gente si aspettava e che lui stesso prometteva con il suo "yes, we can".
Il successo della Clinton, seppure sia solo parziale (restano infatti altri due dibattiti pubblici) ha rasserenato subito i mercati. Gli investitori non vedono di buon occhio una vittoria di Donald Trump, perché rappresenterebbe un fattore di turbolenza sui mercati. Hillary invece rappresenta la continuità rispetto alle politiche di Barak Obama.

La prima reazione sui mercati è arrivata dal Forex, ovvero dal mondo valutario. Dal momento che secondo i sondaggi il primo duello l'ha vinto nettamente la Clinton, abbiamo visto soprattutto due valute apprezzarsi. Si tratta del peso messicano e del dollaro canadese.
Perché sono così importanti? Lo spiego tra un attimo.

Prima sottolineo che sulla [piattaforma di trading markets.com] abbiamo visto il peso messicano salire del 1,70% contro il dollaro, mentre il dollaro canadese si è apprezzato rispetto al biglietto verde: la coppia USD/CAD è infatti scesa sotto la soglia a 1,32, in calo a 1,3166.

Perché proprio queste due valute sono rilevanti? Perché la vittoria di Trump comporterebbe accordi commerciali più stringenti e onerosi per questi due paesi (specie il Messico), e per questo motivo il successo della Clinton dà valore al peso rispetto al dollaro. Ecco perché le ripercussioni su questa coppia vengono viste come un buon indicatore del sentiment riguardo le elezioni presidenziali.
"Beppe Grillo è stanco dei rimproveri. «Esigo rispetto» da tutti voi, scrive sul suo blog. E ha ragione. Il rispetto - «sentimento di deferenza, stima e considerazione», recita lo Zingarelli - gli è dovuto da tutti. A cominciare dal presidente della Camera Laura Boldrini, «un oggetto di arredamento del Potere». Ma anche dal capo dello Stato, Napolitano, «la salma». E da Letta, che «deve baciare il culo di Berlusconi». Dalla Corte Costituzionale, «il gerontocomio». Dai "saggi" incaricati di proporre le riforme, «i tafani della Repubblica». Dalla Rai, «prostituitasi ai partiti come una vecchia sgualdrina senza più pudore». Ma principalmente dal Parlamento, «una schiera di servi», «una tomba maleodorante». Rispet-to. Grillo esige rispetto. È chiaro, branco di cialtroni imbalsamati ladri schifosi corrotti puzzolenti e, soprattutto, irrispettosi?"
Ah, la Programma 101, forse il primo personal computer della storia ai tempi in cui Olivetti era un'azienda di punta a livello mondiale nel campo dell'informatica!
Il rialzo di Montepaschi era abbastanza scontato, del resto non si poteva mica pensare che il titolo della banca senese sarebbe sceso in picchiata per sempre.
E comunque fa più testo il fatto che il resto del comparto bancario sia andato giù, piuttosto che ci sia una mosca bianca.

In ogni caso, il panorama non è comunque confortante. L'economia non riesce a rilanciarsi ne' in Europa e ne' negli USA. Alla fine stanno meglio gli inglesi, che grazie alla svalutazione della sterlina dopo la Brexit hanno ottenuto finora soltanto dei benefici dall'uscita dalla UE.

A proposito di valute: l'euro si rialza. Ma anche qui non è vera gloria. Più che altro l'impennata della moneta unica dipende da un altro elemento del Forex, ovvero il dollaro (vedete qui per approfondire [che cosa è il forex trading]).

La moneta statunitense risente delle non-scelte della Federal Reserve, che ha preferito rinviare a dicembre la decisione di un eventuale (ma comunque probabile) rialzo dei tassi di interesse. La Yellen probabilmente sta aspettando l'esito delle presidenziali americane e la futura composizione del Congresso per capire che tipo di impostazione dare alla politica monetaria statunitense.
Era prevedibile che lo scontro tra UE e USA si sarebbe ampliato, e non si sarebbe fermato alla vicenda Apple. L'America aveva fatto capire subito lo scarso gradimento dell'intrusione della UE nelle faccende economiche che riguardano le sue aziende e i singoli paesi membri della comunità europea.

Del resto, anche alcuni paesi della UE hanno manifestato la propria perplessità, visto che qui sono a rischio investimenti (e posti di lavoro) che le ricche compagnie americane fanno ogni anno in Europa.

Al momento il mercato sembra aver assorbito senza grandi scossoni questa querelle. Come se ci fosse la convinzione che tanto rumore alla fine porterà a nulla. Il titolo Apple, come abbiamo visto sul nostro [conto demo OptionWeb], dopo una picchiata in borsa ha cominciato a risalire imperiosamente.

Più o meno lo stesso è successo ad Airbus, che ra scivolato sotto quota 53 nei giorni scorsi, ma ha chiuso la settimana vicino quota 54 euro ad azione.

La sensazione forte comunque, è che lo scontro tra Europa e USA sia destinato a crescere, come dimostra anche la controricheista Ue allìAmerican, riguardo aituini di stato che avrebbe ricevuto anche Boeing.

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