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01/12/2022


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Non c'è dubbio che la questione energetica sia ormai in primo piano da molto tempo in Europa. Lo scoppio della guerra in Ucraina ha aggravato una situazione che già era pesante in partenza, facendo schizzare le quotazioni del gas alle stelle. Il prezzo globale del gnl ha ingranato la marcia salendo a 127 euro, dopo aver toccato un massimo di 128 euro al megawattora e aver disegnato un [gap trading up].

Per questo motivo nella giornata di lunedì la Commissione Europea ha formulato una nuova proposta legislativa, per stabilire un tetto al prezzo del gas per megawattora. Lo ha fissato a €275 secondo l'indice Ttf.

Il meccanismo che fa scattare il Price CAP si attiva soltanto quando i prezzi non riflettono più i fondamentali del mercato. Si tratta di un intervento che non serve a fissare il prezzo del gas, ma semplicemente a creare un meccanismo di ultima istanza che scatta solo a certe condizioni estreme. Una sorta di [sell buy limit] al prezzo del gas.

La Commissione Europea ha chiarito che questa proposta è stata formulata per farsi trovare pronti nel caso molto concreto in cui il prossimo anno si riverifichi una situazione estrema dei prezzi, come quella che c'è stata tra marzo e agosto, ossia nei mesi immediatamente successivi all'invasione della Russia in Ucraina.
Si carpisce tutto il senso dell'attuale situazione geopolitica. Grazie
Si carpisce tutto il senso dell'attuale situazione geopolitica. Grazie
I nuovi scenari attorno al titolo TIM al futuro di Tim hanno scatenato gli acquisti a Piazza Affari, dove il prezzo è schizzato di 10 punti percentuali, facendo breakout dal [Pattern bandiera flag trading].

In attesa dei dati trimestrali che verranno pubblicati a metà di questa settimana, il balzo in borsa si lega soprattutto all'ipotesi di nuovi scenari sul piano Minerva varato da Fratelli d'Italia. Ad esclusione di improvvisi cambiamenti di scenario si va infatti verso la rete unica, secondo la roadmap da mesi prediletta da Fratelli d’Italia.

Il piano Minerva prevede il lancio di un'Opa, tramite la quale la Cassa Depositi e Prestiti acquisirebbe il controllo della società, investendo molto meno di quello che sarebbe necessario per comprare la sola rete. Infatti questo piano costerebbe 13 miliardi di euro, contro i 15-18 del cosiddetto piano Labriola prima preso in considerazione.

Una volta ottenuto il controllo della società, CdP venderebbe gli asset commerciali, ottenendo così di ridurre il debito della compagnia. In questo modo il gruppo si trasformerebbe in un operatore wholesale only, come gradirebbe anche Bruxelles.

E' chiaro che chi si è interessato al titolo Telecom Italia, si è prima chiesto [come fare a sapere se un broker è affidabile?], e soltanto dopo ha aperto un account per negoziare questo titolo azionario.
L'ultima decisione da parte della banca centrale di Russia assegnato una pausa dell'ultimo ciclo di allentamento monetario. Unione della settimana scorsa l'istituto centrale aveva infatti effettuato 6 tagli consecutivi al costo del denaro che era arrivato al 20% lo scorso mese di febbraio in concomitanza con l'inizio della guerra in Ucraina.

I membri del board della CBR hanno sottolineato le condizioni più restrittive a causa delle tensioni geopolitiche in aumento.
La Banca Centrale Ha rivisto anche le previsioni riguardo all'inflazione, alzandole al 12-13% dall'11-13% e ha lasciato invariate le proiezioni per il 2023 al 5-7%. Nello scenario di base, l'economia russa dovrebbe contrarsi del 3-3,5% quest'anno e dell'1-4% l'anno prossimo.

Intanto sul fronte monetario il rublo Russo rimane abbastanza stabile oltre la soglia dei 60 rispetto al Dollaro Americano. Quello che c'era prima dell'invasione in Ucraina. Un mese dopo l'inizio del conflitto il cambio USD-RUB era schizzato fino al massimo storico di 150, e molti avevano fatto trading sfruttando le [opzioni binarie no esma].

Grazie ai severi controlli sui capitali e sul commercio, il Governo è riuscito a sostenere la valuta (lo dicono anche i [pattern candlestick più affidabili]) colpita anche dal crescente isolamento internazionale di Mosca.
L'appuntamento con il dato riguardante l'inflazione negli USA era senza dubbio il più atteso della settimana. Alla fine il Bureau of Labor Statistics ha annunciato che il tasso di inflazione annuale, anche se frena per il terzo mese consecutivo (+8,2% rispetto al +8,3% di agosto), lo sta facendo più lentamente del previsto (8,1%). Anche il dato core, che esclude gli elementi più volatili, frena meno delle previsioni.

Spaventate in un primo momento da questi dati, che di fatto mettono al sicuro un aumento dei tassi di 75 pb da parte della FED nel meeting di inizio novembre, le Borse europee sul finale di seduta hanno ripreso coraggio. Ne hanno approfittato quelli che fanno [trading a breve termine 15-30 minuti].

Piazza Affari chiude con il Ftse Mib in rialzo dell'1,56% a 20.785 punti. Al contrario, chiude in retromarcia il FTSE Italia All-Share, che scivola a 22.263 punti.

Tra i singoli titoli bisogna segnalare CNH Industrial, +5,69%, grazie al rialzo del target price da parte degli analisti di Deutsche Bank.
Giornata di forte rialzo anche per Tenaris (+4,92%) e Fineco (4,32%), nonché per il settore bancario (Banco Bpm +3,2%).
I più forti ribassi, invece, si sono verificati su Amplifon, che ha archiviato la seduta a -3,86%.

Lieve calo dello spread, che scende a +241 punti base, mentre il rendimento del BTP a 10 anni si attesta al 4,72%.

Sul mercato valutario il dollaro parte forte ma poi arretra. Ne approfittano l'euro, che si è avvicinato a quota 0,98. L'euro-dollaro si può negoziare anche sui [opzioni binarie broker Europa] ma soprattutto la sterlina, che dopo le enormi difficoltà degli ultimi tempi si è riportata a 1.13402.
La decisione dell'agenzia Fitch è un altro brutto colpo per il Regno Unito, che sta vivendo una situazione decisamente difficile. Secondo gli esperti dell'agenzia, il pacchetto fiscale importante che è stato annunciato di recente, potrebbe portare ad un significativo aumento del debito pubblico, se non verranno adottate misure compensative adeguate.

Secondo Fitch "il cambiamento nella politica di bilancio spingerà il rapporto debito pubblico/PIL al 109% del PIL entro il 2024 da una stima del 101% nel 2022, riflettendo sia il disavanzo primario più elevato che le prospettive di crescita più deboli".

Tutto questo chiaramente si sta riflettendo sull'andamento della sterlina che nuovamente scivolata ad 1,13 rispetto al Dollaro Americano, come si può vedere sul sito [Quotex opzioni binarie].

La valuta Britannica era scivolata ad un minimo record di 1,03, proprio dopo che il ministro delle finanze aveva annunciato maxi piano fiscale con una grossa sforbiciata delle tasse (lo sa bene chi adotta un metodo [price action scalping]).

Poi c'è stato il dietrofront, ma intanto questo aveva innescato una forte preoccupazione tra gli investitori riguardo alla sostenibilità del debito pubblico britannico.
La Banca Centrale giapponese ha mantenuto i tassi di interesse a meno 0,1%, confermando l'obiettivo di rendimento dei titoli di Stato giapponesi a 10 anni intorno allo Zero.

Questa decisione da parte dei Policy makers nipponici conferma ancora una volta la forte divergenza di politica monetaria rispetto gli Stati Uniti e alle altre grandi banche centrali mondiali. Il Giappone si trova a fronteggiare un'infezione che si bene sia alta rispetto agli standard del paese non è paragonabile a quella che c'è in negli Stati Uniti e in Europa dove ha raggiunto il massimo pluridecennale.

Tuttavia, le mosse della BoJ stanno indebolendo sempre di più lo yen che si è ritirato a un minimo di 24 anni rispetto al Dollaro Americano. Il cambio si può negoziare anche con le binary options, se sapete il [Pocket Option nuovo link].

La debolezza della valuta locale ha delle conseguenze pesanti perché amplifica notevolmente i prezzi all'importazione di cibo ed energia che sono le principali voci di spesa all'estero dell'economia giapponesi.
Per tale motivo il governo non esclude che vengano prese delle misure per fermare la caduta dello Yen, il cui [indicatore Zig Zag trading] continua a evidenziare una forte debolezza, mentre la vengo Japan continua a non vedere aumento dei tassi di interesse nel prossimo futuro.
I prezzi dell'oro continuano la lenta risalita, e si affacciano nei pressi della resistenza a 1.730 l'oncia, sulla scia del calo del dollaro americano.

Il biglietto verde ha perso vigore dopo che la BCE ha aumentato i tassi di interesse di 75 punti base, mentre qualche segnale in arrivo dall'economia a stelle e strisce fa pensare che non è così sicuro che la FED farà altrettanto. Peraltro gli investitori hanno già prezzato questo aumento, per cui le possibilità che non avvenga si stanno ripercuotendo sul biglietto verde.
Il cambio Euro-dollaro infatti è risalito oltre 1,01, arrivando sui massimi di tre settimane (a proposito, conviene sempre usare [Spread bassi broker forex]).

Tornando al prezzo dell'oro, la tenuta del livello 1730 potrebbe favorire una risalita ulteriori, tra le aspettative che l'inflazione statunitense rallenti ancora ad agosto, offrendo un sollievo momentaneo alla Fed. viceversa, se il test della resistenza dovesse fallire, si potrebbe avere un ritorno verso il basso fino a 1.700 dollari prima e poi in direzione dei minimi di periodo intorno ai 1.680 dollari.

In base ai dati di [Quotex broker opzioni binarie], L'oro è ora in calo di quasi il 20% rispetto al massimo di quest'anno e viene scambiato meno del 3% rispetto ai minimi di due anni, avendo perso il suo fascino come copertura contro l'inflazione e le incertezze economiche a causa dell'aumento dei tassi di interesse e di un dollaro forte.
Nell’ultimo anno l’inflazione è tornata ad essere la grande (e poco amichevole) protagonista nei problemi del mondo. La corsa dei prezzi ha raggiunto livelli shock. Basti pensare che a giugno l’indice dei prezzi al consumo Usa è schizzato al 9,1%, il massimo dal 1981. Non va meglio alla Eurozona, dove la corsa dei prezzi ha raggiunto il primato storico (8,9%), e si prevede che possa salire fino alla doppia cifra in autunno.

Tutto questo sta mettendo sotto pressione le banche centrali, che da una parte devono combattere l'ascesa dei prezzi, ma dall'altra devono evitare la recessione o quanto meno renderla meno pesante possibile.

La FED ha spianato la strada con una serie di strette che sono diventate più vigorose nei mesi. Questo ha fatto schizzare il dollaro. Il cambio EURUSD ha infatti toccato prima la parità, poi è addirittura sceso al di sotto, come non accadeva da quando è stata introdotta la valuta unica. Peraltro gli [indicatori che anticipano il trend] evidenziano altre prese di forza dell'USD.


Ma anche la BCE si è dovuta adeguare, anche se le sue strette sono meno vigorose di quelle della banca centrale statunitense.

Nel frattempo anche altre grandi banche centrali stanno alzando il costo del denaro, con l'eccezione della Bank of Japan, che continua il suo atteggiamento molto accomodante. In questo modo sta indebolendo lo Yen, che sta perdendo sempre più quota rispetto al dollaro USD (il cambio UsdJpy è sopra la [media mobile 200 periodi EMA200]).
Intanto è giunto il momento del classico appuntamento dei banchieri centrali, al simposio di Jackson Hole.
Non sono tempi facili per Simenes. Il colosso tedesco ha pubblicato una trimestrale che non è piaciuta ai mercati, tanto da fare perdere quota al titolo in Borsa.

L'azienda ha dovuto svalutare Siemens Energy, controllata divenuta indipendente ma di cui il gruppo tedesco detiene ancora il 35%, per profit warning e caduta in Borsa (dopo la formazione di un [diamante Diamond pattern]). Questo ha pesato sul risultato per 2,7 miliardi di euro, mentre le vendite sono aumentate dell’11% in un anno, a 17,9 miliardi.

Inoltre un reddito speciale dalla vendita di Yunex Traffic ha fatto aumentare l'utile operativo di un buon trimestre, ma non in modo così significativo come il mercato si aspettava

Dopo la pubblicazione dei conti, sul [DAX 40] di Francoforte, il titolo Siemens cede l’1,8% del proprio valore, scendendo a quota 107,4 euro per azione. Da inizio anno le azioni cedono quasi il 30% del proprio valore, sottoperformando lo Stoxx 600, che da gennaio perde il 9%.
Inoltre Siemens ha raddoppiato le svalutazioni relative alla sua uscita dalla Russia, portandole a quota 1,2 miliardi di euro.

La società ha comunque mantenuto le sue prospettive di crescita dei ricavi e prevede ordini robusti da tutti i mercati anche per i prossimi mesi.
Anche se il contesto globale rimane assai incerto, i numeri danno ragione alla strategia di Stellantis. Il colosso italo-francese ha archiviato un semestre record, con un utile netto che ha raggiunto gli 8 miliardi di euro, segnando una crescita del 34% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

I ricavi netti di Stellantis sono stati di 88 miliardi di euro, segnando un aumento del 17% rispetto al primo semestre 2021. Inoltre sono migliorate decisamente le principali voci reddituali, a partire da un margine operativo ancora una volta su livelli da segmento premium.
A spingere questi risultati sono stati i prezzi netti, al mix di veicoli e agli effetti positivi dei cambi di conversione.

Grazie a queste performance, il gruppo Stellantis diventa il secondo player nel mercato Ue 30 per vendite di auto Bev, ossia i veicoli completamente elettrici. E lo stesso dicasi per le vetture Lev, quelle a bassa emissione. Stellantis diventa terza nel mercato statunitense per vendite di Lev.

Inoltre, gli analisti delle [piattaforma trading online gratis] stanno consigliando di comprare il titolo in Borsa, per beneficiare di questo slancio che arriva dai numeri.

Va anche aggiunto che c'è qualche [indicatore per scalping] che suggerisce ingressi a mercato anche per operazioni da effettuare sul brevissimo periodo.
Il management del gruppo ha deciso di confermare gli obiettivi finanziari per l’intero 2022, che prevedono un margine operativo a doppia cifra e flussi di cassa positivi.
così come il male peggiore della sinistra è fare sistematicamente gli stessi errori policiti.. e di essere dove è anche quando nessuno la aveva votata.

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