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04/07/2022


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Il calo dei prestiti concessi alle piccole imprese nell'ultimo decennio è un problema serio, che la politica non può più ignorare. Malgrado l'occupazione nel settore abbia complessivamente tenuto, i rubinetti delle banche si sono chiusi per circa un terzo. Gli [indicatori di volume] del credito evidenziano una riduzione 3 volte maggiore rispetto a quanto viene fatto per il complesso dei residenti (-10,9%).

Se alla fine del 2011 erano stati erogati alle piccole imprese prestiti per 190 miliardi di euro, questo importo alla fine del 2021 si era ridotto a meno di 130 miliardi. L'[Indicatore momentum analisi tecnica] evidenzia un trend in netto calo.

Questa tendenza è preoccupante perché le piccole imprese rappresentano il fulcro principale del nostro tessuto lavorativo. Il numero di lavoratori impiegati in queste imprese è decisamente più elevato rispetto alla media Europea, ed è addirittura il doppio di quanto si registra in Germania e Francia.

Purtroppo si sente il peso del continuo disimpegno delle banche dai territori. Sono stati chiusi quasi 10000 sportelli, che si sono ridotti di circa un terzo del totale. Questa desertificazione bancaria potrebbe costare molto cara alle piccole e piccolissime imprese, ma anche all'intera economia italiana.
L'umore sui mercati azionari continua ad essere cupo. Piazza Affari ha terminato la sessione in leggero calo, dopo aver cambiato direzione del corso della seduta. Alla fine l'indice milanese ha archiviato la giornata in lievo ribasso (Ftse Mib -0,32%).

E' stato invece più acceso il rosso degli altri listini della zona euro, come si vede su qualsiasi [piattaforma trading online gratis]. Francoforte -0,91%, Parigi -1,2%, Amsterdam -1,31%, Madrid -1,37%. Fuori dal blocco perde lo 0,27% Londra.
Adesso gli investitori guardano alla Fed, che mercoledì deciderà sui tassi di interesse.

Dai dati di chiusura di Borsa Italiana, risulta che il controvalore degli scambi nella seduta odierna è stato pari a 2,48 miliardi di euro, in calo del 26,29%, rispetto ai 3,37 miliardi della vigilia; mentre i volumi scambiati sono passati da 0,89 miliardi di azioni della seduta precedente agli odierni 0,64 miliardi.
Per quanto riguarda i singoli titoli, riprendono ossigeno i titoli bancari, grazie al fatto che lo spread si stabilizza. Gli [Indicatori scalping] oggi hanno fatto il loro lavoro.

Chiudono bene Mediolanum (+4%), Unicredit (+2,1%) e Banca Generali (+2,34%). La ripresa del greggio favorisce il rimbalzo di Saipem (+2,82%), dopo il crollo di ieri. Bene anche Eni (+1,48%). In fondo al paniere principale ci sono A2a (-3,37%), Inwit (-3,31%), Diasorin (-2,92%) e Nexi (-2,74%) che ha ceduto a Euronext la piattaforma tecnologica di Mts e dell'ex Monte Titoli.
Mentre in Europa i prezzi alla produzione toccano un nuovo record, il bilancio della giornata delle Borse è positivo.

A Milano il FTSEMib ha archiviato la giornata con +0,59%, chiudendo a quota 24.426 punti. Tra i 409 titoli trattati, 179 azioni hanno chiuso la sessione odierna in progresso, mentre 222 hanno chiuso in ribasso. Invariati i restanti 8 titoli.
Tra gli altri indici di Eurolandia brillano Francoforte, progresso dell'1,01%, e Parigi, che avanza di 1,27%. Più timide Madrid -0,04% e Amsterdam +0,32%.

Per quanto riguarda i singoli titoli, il più brillante è stato Moncler, +3,05% (settore lusso), grazie alla ripresa della Cina post lockdown. Chi sa il [Fibonacci trading come usare] troverà interessante applicare questo strumento a questo titolo.

Buona performance anche per Cnh e Iveco, così come Interpump (+2,8%). Poco mosse le banche.
A pesare sul listino sono soprattutto le vendite su Saipem -1,85% e le utility, A2a -1,07%, Hera -0,82%, Snam -0,44%.

Per quanto riguarda il mercato valutario, cosa che interessa chi adotta una [strategia forex giornaliera], l'euro si rialza rispetto al dollaro. Segno più per l'oro, così come sul petrolio dopo il meeting OPEC+.
La mossa della Banca Popolare Cinese trova la sua giustificazione nella frenata che ha subito l'economia del dragone nell'ultimo periodo.
Bisogna ricordare che la Cina si è nuovamente ritrovata a fare i conti con numeri molto pesanti circa i contagi da coronavirus.

Assieme alla frenata dell'economia sono crollati anche i prestiti. Per questo motivo la Banca Centrale ha deciso di effettuare un taglio sul costo dei mutui. Notizia interessante per gli analisti di [Pocket Option nuovo link].

Le conseguenze della decisione delle autorità di politica monetaria cinese si sono sentite anzitutto in borsa. Il sostegno economico piace agli investitori del settore azionario, tant'è che lo Shanghai Composite è salito dell'1,6% per chiudere a 3.147, mentre la Shenzhen Component ha guadagnato l'1,82% a 11.455 venerdì, toccando il massimo in un mese.

Nel mercato delle valute invece lo Yuan cinese ha guadagnato terreno rispetto al Dollaro Americano dopo aver toccato qualche giorno fa il livello minimo degli ultimi 20 mesi. Si può negoziare anche con le binary, se conoscete il [dove fare trading con opzioni binarie in Italia]

A dare slancio al renminbi e anche la prospettiva che i rigidi lockdown di Shanghai verranno finalmente allentati di cui a breve.
Se il sistema alternativo è quello della foto, occhio alle mosche che potrebbero svolazzarvi attorno...
E' stata senza dubbio una giornata positiva per le Borse del Vecchio Continente, anche se le incertezze rimangono tante e forti. Lo stesso dato sull'inflazione USA fa pensare che l'ipotesi di una FED più aggressiva non sia affatto da scartare.

Ad aprile i prezzi al consumo negli Stati Uniti sono aumentati dello 0,3%, contro attese per un +0,2%. Proprio questo dato aveva inizialmente frenato lo slancio degli Eurolistini.

Anche per i dati riguardo alla inflazione, il dollaro di recente ha strappato sul mercato valutario, arrivando sui massimi pluriennali rispetto all'euro.Oggi comunque il cambio più negoziato del mercato non registra nessuna variazione significativa, come si vede sui [broker paypal trading].

Per quanto riguarda i singoli titoli del mercato azionario italiano, la giornata è stata molto proficua per Unicredit, +10,18%, trascinata dall'avvio della prima tranche del programma di buyback fino a 1,58 miliardi. Il prezzo ha disegnato un [RSI failure swing (top bottom)]

Altra banca sotto i riflettori è stata Generali (+5,98%) che ha beneficiato delle indiscrezioni riguardo una possibile uscita di Mediobanca.
Sulle Borse del vecchio continente oggi è stata una giornata cauta, perché nei prossimi giorni ci saranno i meeting della FED e della Bank of England, entrambe indirizzate verso un rialzo dei tassi di interesse. Pesano anche i timori sulla crescita della Cina dopo il calo dell'indice pmi sabato, oltre a quelli per la guerra in Ucraina e i suoi impatti sul mercato energetico.

Se Milano a fine seduta segna-1,63%, Francoforte ha terminato le contrattazioni in calo dell'1,13% a 13.939 punti, Parigi dell'1,66% a 6,425 punti e Madrid dell'1,73% a 8.436 punti, come si vede sulle [società di trading autorizzate Consob].

A Piazza Affari l'unica che piazza un deciso aumento + Mediobanca (+2,2%) che ha praticamente ballato da sola nel settore finanziario (Unicredit -2,75%). Pochi altri titoli riescono a evitare il calo (Italgas, Atlantia e Nexi). I più forti ribassi però sono su Tenaris, che ha archiviato la seduta a -3,85% in scia alla debolezza del greggio.

L'Euro / Dollaro si è mosso anche oggi sotto la parità, avvicinandosi alla soglia di 1,05. Vendite diffuse sull'oro, messi sotto pressione dagli elevati rendimenti dei titoli di Stato Usa. Interessa molto chi adotta una [strategia spread trading forex].

Sul fronte energetico il gas naturale è in leggero calo dell'1,5% a 97,9 euro al megawattora sul Ttf mentre i dubbi sulla domanda globale riportano indietro le quotazioni del petrolio.
La Cina ha deciso di sorprendere i mercati, evitando una mossa accomodante che in realtà molti si aspettavano, visto che l'economia sta patendo le conseguenze della guerra in Ucraina e della nuova pesante ondata di Covid. L'istituto centrale di Pechino ha però deciso di sorprendere tutti, lasciando i tassi di interesse invariati.

Va anche detto che la resilienza dell'economia cinese ha sorpreso nel primo trimestre, visto che il PIL è salito dell'1,3% mentre il mercato vedeva un più blando +0,6%.

Ad ogni modo, la PBoC lascia il loan prima rate a un anno al 3,7%, mentre quello a cinque anni resta al 4,6%.

Questa decisione ammorbidisce un poco i timori relativi alla divergenza sempre più forte rispetto alla politica monetaria della FED, che ha già alzato i tassi e preannuncia nuove strette nei prossimi mesi.
Questo spiega perché lo yuan continua a indebolirsi rispetto al dollaro, cosa che interessa agli analisti dei [broker senza spread].
Il cambio USDCNH è salito oltre 6,44, raggiungendo un livello che non si vedeva da ottobre 2021. Va detto che i [pattern candlestick più affidabili] continuano a evidenziare una certa debolezza della valuta cinese.
Nel frattempo lo spread decennale tra i rendimenti cinesi e statunitensi di riferimento ha continuato a ridursi.
Il mercato azionario continua a vivere una fase di intensa volatilità. Le borse oggi sono andate in netto calo, perché gli investitori temono gli effetti delle nuove sanzioni occidentali contro Mosca, ma anche quelli delle politiche monetarie più aggressive delle banche centrali.
La FED ad esempio nei prossimi mesi dovrebbe intensificare le sue strette monetarie.

Per quanto riguarda i dati, Milano perde oltre due punti percentuale, come si vede sui [migliori broker italiani autorizzati]. Calano sia il FTSEMib che il FTSE Italia Mid Cap.
In una giornata che ha visto scambi per 2,43 miliardi di euro, ci sono stati 0,72 miliardi di azioni scambiate nella seduta.

Tra i singoli titoli spicca Atlanta, che segna +2,45%. Il titolo beneficia dei rumors secondo i quali Florentino Perez, maggiore azionista di ACS, potrebbe lanciare un'offerta sul gruppo infrastrutturale italiano.

Bene anche le utilities come Italgas (+2,02%) e Snam (+1,86%), perché la guerra ha spinto i paesi ad accelerare sul piano degli investimenti infrastrutturali.
Le peggiori performance, invece, si sono registrate su Interpump, che ha chiuso a -5,69%.
Male anche le banche, generalmente molto negoziate sulla [migliore piattaforma opzioni binarie] con -2,25% per Unicredit e quasi -3% per Intesa.
Lo scoppio del conflitto in Ucraina ci ha sbattuto in faccia una situazione di fronte alla quale eravamo stati poco lungimiranti. Siamo stati così sconsiderati da tollerare una situazione in cui 2,5 miliardi di persone dipendono dal grano prodotto ed esportato da sole 3 Nazioni al mondo. Due di queste sono Russia e Ucraina.

Aver ignorato questo squilibrio strutturale adesso ci presenta un conto salato, visto il prezzo del grano arrivato alle stelle. Chi negozia commodities sui [broker opzioni binarie no Esma (extra UE)] sa di cosa parliamo.

L'invasione dell'Ucraina da parte della Russia ha provocato interruzioni durissime nel breve periodo, ma ci saranno effetti anche nel medio lungo termine. Questo genererà forti ripercussioni sulla situazione alimentare globale.

Le due nazioni che sono coinvolte nella guerra rappresentano un terzo delle terre esportazioni di grano globale. Ci sono alcuni Paesi, come il Libano, che dipendono quasi interamente dal grano importato dal Ucraina. In generale i milioni di ettari di coltivazioni ucraini che non sono più utilizzabili, hanno spinto un aumento dei prezzi vertiginoso. Sui mercati la quotazione del grano è schizzata alle stelle nelle ultime settimane. E quel che è peggio è che non si vedono [figure di inversione trend trading].

Occorre stringere i denti per superare questa fase, ma al tempo stesso occorre lavorare per realizzare interventi mirati, perché senza provvedimenti specifici potrebbero esserci conseguenze a lungo termine sul settore alimentare. In special modo i paesi più colpiti potrebbero essere proprio quelli con maggiori difficoltà.
Per alcune settimane l'ipotesi prevalente era stata e la Federal Reserve avrebbe alzato i tassi di interesse di mezzo punto percentuale, allo scopo di contenere il fortissimo balzo dell'inflazione. La corsa dei prezzi USA ha raggiunto livelli che non si vedevano da diversi decenni.

Nelle ultime settimane invece è parso più chiaro che la Banca Centrale Americana non sarà così aggressiva come immaginato, anche perché nel frattempo è scoppiata la guerra in Ucraina.
Per evitare di accelerare troppo in fretta il passo, probabilmente i membri del FOMC si accontenteranno di una stretta monetaria di 25 punti base. Sul mercato valutario questa mossa già viene prezzata da diversi giorni in maniera evidente, come si vede nelle quotazioni del dollaro, come ben si chi adotta una [strategia forex 15 minuti breve termine].

Il rischio geopolitico ed economico Comunque non dovrebbe incidere sul messaggio del presidente Powell. Infatti negli Stati Uniti il contesto economico è assolutamente propizio per una stretta. L'economia Infatti è da piena occupazione e l'inflazione è molto elevata.

Ci sarà quindi una serie di rialzi dei tassi. Potrebbero essere sei nel corso del 2022 e altri tre nel corso del prossimo anno. Entro il 2024 i tassi di interesse potrebbero salire al 2,5%.

Sarà comunque molto interessante ascoltare le parole del Presidente Powell dopo la decisione dal comitato di politica monetaria della Federal reserve.
Come sempre, in occasione di un appuntamento così importante è necessario che gli investitori si muovono con cautela a causa dei possibili picchi di volatilità. Per questo tenere d'occhio le [medie mobili trading forex] può essere importante.

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