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09/05/2021



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Scritto da Maximo 25 giorni fa

Il tasso d’inflazione in crescita a marzo del 2,6% su base annua, rispetto al +1,7%, deve accenedere un campanello d'allarme. Si tratta infatti del massimo da agosto 2018, e molti si aspettavano una simile impennata. Per chi investe in obbligazioni non è un buon segnale, perché significa che i rendimenti dei treasury decennali sono negativi dell'1,1%. Quasi la metà di quello che rendevano subito prima che scoppiasse la pandemia.

Ma chi investe sulle valute tramite le [migliori piattaforme trading online autorizzate] ha visto che questo aspetto può avere una forte incidenza anche sul dollaro. Il timore di una grossa inflazione infatti finisce per indebolire il biglietto verde.

Tuttavia, per il momento gli investitori sembrano fidarsi della FED, che ha detto che tollererà questi livelli di inflazione per un bel po’. Del resto il suo primo scopo è quello di sostenere la ripresa economica americana e non urtare i debitori pubblici e privati. Però è chiaro che prima o dopo qualcosa dovrà cambiare.

Annotazione: chi fa trading sul dollaro dovrebbe imparare [come usare Fibonacci trading analisi tecnica].
Ma fino a quando la FED farà finta di ignorare l'inflazione crescente? Secondo la maggior parte degli analisti, quando avrà raggiunto un valore prossimo al 3%, si sarà arrivati a un limite invalicabile per una banca centrale che si pone come obiettivo di ancorare la crescita dei prezzi al consumo al 2%.

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