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14/12/2017


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Lucertole per Berlusconi

Era il dicembre del 1994, Berlusconi era già sceso in campo, D’Alema era segretario del Partito Democratico della Sinistra e a scuola prendevano avvio le occupazioni, ancora sotto l’egida della pantera. Frequentavo un liceo scientifico formalmente buono, ma emotivamente frigido: una scuola democratica, ma di osservazione strettamente borghese e anche un poco parvenu. [...]


Hirst: la rifondazione del Mito tra aura sacrale, pop e gesta titaniche

Pubblichiamo la seconda puntata di una serie dedicata all'ultima mostra veneziana di Damien Hirst (Qui la prima). Di Chiara Babuin Si cominci col dire che l’ultima spettacolare mostra di Damien Hirst, Treasure from the wreck of unbelieveble, rimarrà negli annali della Storia dell’Arte, al pari dell’orinatoio di Duchamp. Se per la prima volta, nel 1917, l’artista francese spostava il discorso dell’ [...]


L’arte di farsi ‘gabbare’? Flaubert e Stendhal in una lotta all’ultima ossessione

«La risorsa migliore del lettore è l’autoinganno», parola di Alessandro Piperno che nel suo ultimo lavoro, Il manifesto del libero lettore, ricorda che se quest’ultimo non disponesse l’animo ad essere ‘gabbato’ dallo scrittore, oggi avremo ben poco di cui parlare quando discorriamo di letteratura. Ma più il lettore si fa ‘gabbare’, più diventa difficile ‘gabbarlo’, perché alla ricerca di nuovi str [...]


Un’interpretazione di Synecdoche, New York

Di F. Fred Palakon; a cura di Mauro Maraschi PREMESSA di M.M. Quella che state per leggere non è una recensione di Synecdoche, New York, prima regia di Charlie Kaufman, già sceneggiatore di Essere John Malcovich, Il ladro di orchidee e Se mi lasci ti cancello, ma una delle possibili interpretazioni di un film “complesso”. L’autore si firma “F. Fred Palakon” (come un personaggio di Glamorama di B. [...]


Non fermate l’hate speech sulla poesia

«Parlo del vizio di leggere o di recitare ad altri i componimenti propri: il quale, essendo antichissimo, pure nei secoli addietro fu una miseria tollerabile, perché rara; ma oggi, che il comporre è di tutti, e la cosa più difficile è trovare uno che non sia autore, è divenuto un flagello, una calamità pubblica, e una nuova tribolazione della vita umana». Se non svelassi l’autore, la constatazione [...]


Lo stato del razzismo. Intervista a Margo Jefferson

Pubblichiamo un'intervista uscita sul Messaggero, che ringraziamo. «Ci piace pensare che la storia sia un libro, e quindi di poter girare pagina, muovere il culo e andare avanti. Ma la storia non è la carta su cui viene stampata. È la memoria, e la memoria è tempo, emozioni, e canto. La storia sono le cose che ti rimangono dentro», ha scritto Paul Beatty ne Lo Schiavista, che gli è valso il Man Bo [...]


La linea sottile tra molestia sessuale e abuso di potere

Di Miriam Aly Ultimamente abbiamo tutti sentito parlare di molestie sessuali o sexual harassment. Ne abbiamo sentito parlare nei telegiornali e nei programmi di gossip; lo abbiamo letto sulle più grandi testate giornalistiche nazionali e mondiali, sui blog e sui social network. Lo scandalo delle molestie sessuali ha toccato nomi imponenti all’interno dell’immaginario popolare come, ad esempio, Kev [...]


La segregazione a Roma. Un modello che dura da vent’anni paro paro dall’amministrazione Veltroni a quella Raggi

Di Federico Bonadonna La giunta Raggi si prepara agli sgomberi prescritti dalla circolare Minniti con nuovi campi e nuovi residence. L’amministrazione a Cinquestelle di Roma ha infatti indetto una procedura negoziata per accogliere «nuclei familiari in gravissime condizioni di fragilità e singoli in condizioni di grave vulnerabilità sociale e/o sottoposti a sgomberi; migranti in transito, … [...]


Esperimento americano. Intervista a Benjamin Markovits

«La distanza geografica ha una sua potenza. Il ragazzino che giocava a combattere i dragoni insieme ai suoi amici ne aveva fatta di strada, più di ottomila chilometri. La prova era là fuori, bastava aprire la porta: case a schiera e pasticcerie economiche, charity shop e farmacie sulle strade principali. Pioggia tutto l’anno. Diverse decisioni ragionevoli mi avevano portato qui, e non soltanto dec [...]


Il naufragio nel tempo della sua irriproducibilità sacrale: introduzione alla mostra di Damien Hirst

La mostra Treasures from the Wreck of the Unbelievable di Damien Hirst rappresenta senza dubbio un evento straordinario nel mondo dell'Arte Contemporanea. Terminata l'esposizione, abbiamo chiesto a tre nostri collaboratori, Adriano Ercolani, Chiara Babuin e Daniele Capuano, di approfondire alcuni dei molteplici livelli di lettura di un progetto che, al di là dei giudizi, farà discutere ancora per [...]


La strumentalizzazione del razzismo, ovvero Veltroni in campagna elettorale.

Di Christian Raimo Nel 2007, mentre si svolgeva la campagna elettorale per il nuovo sindaco di Roma in contemporanea a quella per le politiche: elezioni che Walter Veltroni riuscì nell’ardua impresa di perdere entrambe dimettendosi da sindaco e lasciando Alemanno vincere facile su Rutelli e con la boiata della vocazione maggioritaria e del “capo dello … [...]


Roma città di merda

Di Christian Raimo Perché esplodono le strade, perché si graffiano? La periferia non è più solo l’ammasso di borgate, quelle studiate, o ricordate, Pasolini, Ferrarotti, studi di settore, divisione in lotti, l’edilizia popolare; c’è invece una guardiola con passaggio a livello, polizia condominiale, ringhiere di ferro, l’intera vita sociale con regolamento interno, nessun esercizio commerciale, … [...]


Alessandro Leogrande

Alessandro ha collaborato con minima&moralia sin dai primissimi esordi e ha continuato regolarmente a mandarci i suoi articoli e reportage. Questo pezzo, che non avremmo mai voluto scrivere, ospitare, leggere, è uscito su Repubblica, che ringraziamo. Di Nicola Lagioia Ho conosciuto Alessandro Leogrande nella migliore scuola che io abbia mai frequentato, quella di Goffredo Fofi. Non avevamo trent'a [...]


La guerra non è finita. La sentenza Mladić

La primavera del 1994 era cominciata da pochi giorni, quando Ana Mladić non si concesse più la fantasia di immaginare l'avvenire. Aveva ventitré anni, era una brillante studentessa di medicina, iscritta all'ultimo anno di università a Belgrado, e decise di uccidersi dentro casa con la pistola preferita del padre, una Zastava custodita fra i diari di guerra. Per Ratko Mladić, comandante militare se [...]


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